Controra in vacanza ⛱️
Te l’avevo detto che sarebbe potuto accadere.
Ciao, ti scrivo nella settimana più calda tra le “settimane più calde” che si susseguono nei titoli dei giornali (che giustamente chiuderanno tutti perché le ovvietà te le dice la app del meteo gratis e perché omettono l’unico titolo che dovrebbero usare: Rassegnatevi, perché sarà così quattro mesi all’anno, sempre che al prossimo si sia tutti ancora vivi).
Mi tocca interrompere la breve pausa di disconnessione quasi totale che mi concedo ogni estate, perché devo raccontarti delle cose, anche stavolta in medias res. Un po’ come fa Omero nell’Odissea, e a tale proposito vorrei dirti che le chiacchiere sul film di Nolan mi hanno confermato non solo quanto si stava bene quando gli attori attoravano invece di lanciarsi in Ted Talk su cose a loro ignote e che però garantiscono posizionamento, ma anche che purtroppo gli sceneggiatori bravi sono tutti morti e Sorrentino ogni tanto si deve riposare, e infatti
a) si torna alle storie millenarie che purtroppo non vinceranno mai lo Strega, rendendolo definitamente obsoleto
b) certi personaggi meravigliosi te li devo raccontare malamente io. Proprio come l’anno scorso.
Cronache dal Paese Reale “Onorevole Conte Diego Catellani“ edition
Riassunto se non cogli il riferimento vintage: nel primo film della serie “Fantozzi”, Diego Catellani è Direttore e Gran Maestro dell'Ufficio Raccomandazioni e Promozioni; grande appassionato di biliardo, elargisce scatti di anzianità agli impiegati che perdono le partite contro di lui.
Nonostante la mia tecnica ormai rodatissima di ignorare scientemente tutto ciò che mi circonda, e con tutto intendo la gente (che mediamente non sta bene, converrai), ci sono situazioni in cui abbasso la guardia. Tipo quando mi godo una serata con una temperatura finalmente inferiore ai 40 gradi e con un venticello paradisiaco, come stasera. Lo stato di incredulo benessere per una cosa che un tempo era la norma, è purtroppo disturbato dall’arrivo al tavolo accanto di un gruppo ciarliero, che dopo un secondo capisco essere in realtà un gruppo di gente ammutolita dall’unico ciarliero che parla per dieci.
Lo guardo di sottecchi e riconosco immediatamente il tipo e cosa mi aspetta: è il Conte Catellani, sputato, ma con l’accento da meridionale ricco (che è diverso da quello da meridionale povero, converrai anche su questo) e senza baffi.
Prima ancora di finire di accomodarsi, lui e la sua camicia-cliché azzurra da manager in vacanza tirata sulla panza (ma perché certuni si ostinano a indossare due taglie in meno?), ha già informato ogni essere vivente nel raggio di 20 km di essere il massimo esperto vivente di whisky, ha sciorinato l’elenco di ogni locale dove conviene o non conviene andare a bere un bicchiere nel raggio sempre di 20 km, ha zittito ogni voce del suo gruppo che timidamente tentava di partecipare al proclama. Così 👇🏼
Amico disgraziato: ma non potremmo andare in quel posto a…?
Conte: AHAHAH MA STAI SCHERZANDO AHAHAH ti ho già raccontato mille volte che lì nel 2003 ho preso una fregatura e li ho denunciati alla Corte Penale de L’Aja AHAHAH
Una al tavolo suppongo sia la moglie; una donna queste cose le capisce al volo: riconosco dalla nuca la postura alla “ma io perché ho sposato questo deficiente”.
Dopo altri due minuti sto già invocando un temporale improvviso con relativo fulmine che lo fulmini, e se io sto così, non oso immaginare i suoi accompagnatori, di cui percepisco la pienezza totale nelle mezze frasi che nulla possono contro la sua logorrea e il tono finto sapiente da lezioncina su Instagram, infarcito di paroloni e boria.
Il seminario estivo del Corso di Laurea in “Teoria e tecnica della bevanda” è interrotto dall’arrivo del barman, e io patisco immaginando il destino del malcapitato. Il quale non immagina il mostro che sta evocando pronunciando la semplice frase “qualcosa da bere?”.
Il Conte si lancia come Baby -having the time of her life in Dirty Dancing: attacca una filippica al poro Cristo su come versare, e mescolare, e miscelare, e le cantine, e le botti, e la distillazione, e le parti e non parti e vattelapesca, mentre quelli intorno al tavolo impostano di nascosto sullo smartphone il promemoria “l’anno prossimo piuttosto prenota in un monastero benedettino” e la moglie ordina su Amazon una bambolina voodoo.
Io nel frattempo penso che ok, sono nata per soffrire e soprattutto sono nata poco ricca e non dotata di isola privata, e mi tocca condividere spazio e ossigeno con uno così, ma a tutto c’è un limite.
Sto per gettare la spugna e una Birckenstock mirando alla sua tempia, quando accade il miracolo.
Proprio come nel film, in cui Fantozzi si rivela campione di biliardo e in uno scatto di orgoglio disintegra il Conte, lo tramortisce vendicando insulti e umiliazioni e gli rapisce anche la madre (che poi si innamorerà di lui, te l’ho detto che gli sceneggiatori bravi sono morti), il malcapitato non è quello che pensavo e si rivela SUL PEZZO come pochi: si vede che ha studiato tanto e che conosce il mestiere, e in un paio di battute, signorilmente educatissime, annichilisce l’insopportabile e borioso riccone, al quale precipita l’ego in un bolo di bile - sapientemente miscelato - e anche il ciuffo pettinato in modo terrificante.
La moglie vorrebbe tanto essere rapita pure lei, ma la vita non è sceneggiatrice fino a questo punto, ahimè.
Ho rinfilato il sandalo, e me ne sono andata sghignazzando e con un’altra conferma: l’arma vincente contro il padrone arrogante e prevaricatore è e sarà sempre la conoscenza, e per ottenerla non bastano gli spiegoni sui social, tocca farsi quella cosa novecentesca che si chiama “mazzo”.
Stammi bene, a presto! 🌸
PS dato che Substack non fa inserire le note da smartphone: qualcosa di sensato sul caldo lo trovi su Iconografie, qui




Nella versione tarantiniana della storia il barman non è un fine intellettuale, ma un ragazzo sottopagato con gli occhi iniettati di sangue che guarda il Conte, sputa uno stecchino e fa: "Senti coso, se vuoi il whisky buono vai a farti fottere, io qui c'ho solo del liquore di prugne andato a male. Se sopravvivi al primo sorso, il secondo te lo offre la ditta". Segue inquadratura feticista sui piedi con la Birkenstock e colonna sonora funk anni '70 a volume illegale.
Ti auguro bellissime vacanze Stefania ma torna presto a deliziarci con queste chicche che sono certa le occasioni non ti mancheranno ;))).